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Piante Grasse
Fascicolo 4-Ottobre-Dicembre 1991 - Anno XI - Volume 11

“Il genere Copiapoa” 

Massimo Meregalli – Carlo Doni

Elenco dei nomi di
Copiapoa Britton & Rose

by Massimo Meregalli

macracantha magnifica malletiana marginata

maritima

megarhiza

melanocha melanohystrix microcarpa microrhiza
microsperma militaris minicarpa minima minuta
mollicula

montana 

monteamarguensis multicolor  

macracantha (Salm-Dyck)
Echinocactus macracanthus Salm-Dyck, 1850. Cact. in Hort.
Dyck.: 143.

Ritter (1980) riporta la descrizione originale di E. macracanthus, citato di « Bolivia » (= Cite settentrionale al momento della descrizione), rilevando che essa non puo adattarsi ne a Copiapoa boliviana (sensu Ritter, = atacamensis), ne a gigantea L'Autore non cita la terza specie di tale regione a cui la descrizione potrebbe essere riferita, C. solaris Ritter. In effetti, la diagnosi originale di Echinocactus macracanthus (cosi come l'epiteto specifico) potrebbe benissimo applicarsi a solaris. In mancanza di materiale tipico di macracantha anche in questo caso la stabilita di nomenclatura e meglio garantita dalla conservazione dell'epiteto solaris Ritter.

magnifica Knize, n. n.: KK-173, El Cobre.
                              Forma di atacamensis, distribuita come varieta di marginata sensu Knize.

magnifica Knize n. n.: KK-1393, Caldera.
                              Forma distribuita da Knize sia come specie a se sia come varieta di lembckei.
                              Dovrebbe appartenere a calderana od a marginata.

malletiana (Lemaire)
Echinocactus malletianus Lemaire, in Salm-Dyck, '1845, Allg. Gartenztg., 13: 387.

Epiteto dai connotati quanto mai incerti, al punto che non si sa per certo se si tratti di una Copiapoa o di una Neochilenia. L'unica specie di Copiapoa a cui la descrizione originale potrebbe, dubbiosamente, adattarsi e C. dealbata Ritter. Tutti gli autori che si sono occupati recentemente del genere concordano comunque nel ritenere C. malletiana un nome dubbio, da rigettare. Taylor (com. pers.) ritiene che E. malletianus corrisponda in realta al taxon descritto da Ritter come C. dealbata. Per il momento e comunque opportuno considerare malletianus come nomen dubium e non modificare il nome della bella e diffusa specie di Totoral. II materiale recentemente distribuito come malletiana appartiene di solito al complesso alticostata o fiedleriana (ad esempio KK-16b, di Nicolasa).

Copiapoa marginata (Salm-Dyck) Br.-R.
                             Echinocactus marginatus Salm-Dyck, 1845: Allg. Gartenztg., 13: 385.
                             syn.: Echinocactus colummaris Pfeiffer, 1847. Abb. Beschr. Cact., 2 (6): tav. 30.
                             Echinocactus streptocaulon Hook. 1851, Curtis's Bot. Mag.: 77.

                             Echinocactus melanochus Cels, in Lab., 1853.

Come per buona parte delle specie descritte nello scorso secolo, anche per marginata vi sono stati dubbi in merito all'esatta interpretazione Ritter (1980), dopo una lunga dissertazione (a cui rimandiamo per la discussione delle sinonimie), conclude che la descrizione originale si riferisce ad un taxon colonizzante il Morro Copiapó, a sud di Caldera, e ne designa un neotipo, che asserisce di aver depositato presso la ZSS; secondo Taylor (1981) esso tuttavia non pervenne mai a destinazione. Poiche C. marginata e la specie tipica del genere Copiapoa, sarebbe quanto mai opportuno accettare l'opinione di Ritter e tipizzare l'epiteto una volta per tutte, depositando un esemplare proveniente dal Morro Copiapó in un Istituto Botanico.

Descrizione. (da Ritter, 1980 ed oss. pers.). C grigio-verde, cespitoso, costituente gruppi fino a 50 cm di altezza, singole teste globose od oblunghe, a volte semicolonnari, dm 7-10 cm; R napiforme, non strozzata al colletto; CO 10-14, larghe, ottuse, alte pił di un cm, prive di tubercoli evidenti, s. L larghi, rettilinei; AR ravvicinate, tondeggianti o trasverse, grigio-nerastre; SP diritte, moderatamente robuste, grigie a punta nerastra, rad. 5-9, dirette sui lati, lunghe 10-15 cm; c. 1-3, eretta e pił robusta, lunga fino a 4 cm; F giallo, non completamente aperto; S (FK-518) mm 1,2 x 1 x 0,7, nero, lucido, oblungo, dorso ricurvo, non o appena carenato, testa con celle grandi, allungate, mediocremente convesse, sui fianchi pił o meno tondeggianti, reticolo profondo; ilo grande, ovale, ribordato, micropilo incluso entro il margine.

Distribuzione. Colonizza il Morro Copiapó, promontorio a SW di Caldera (FR-511) ed e diffusa verso nord sino quasi a Chańaral; nei dintorni di Chańaral e presente con una forma moderatamente differenziata, C. bridgesii, che puo essere distinta al massimo a livello sottospecifico (trattazione di bridgesii).

Poiche Backeberg (1959) attribui il nome marginata alla specie di Antofagasta, buona parte delle forme del commercio distribuite come marginata appartengono in realta ad atacamensis Middleditch (trattazione di atacamensis). Talc e ad esempio if caso delle KK-90, El Cobre e KK-173, «marginata magnifica», El Cobre; pił recentemente, tuttavia, Knize, sempre con il numero KK-90, ha distribuito piante probabilmente attribuibili a marginata od a bridgesii. Dovrebbero invece essere identificabili come marginata la KK-708 calderana»), proveniente dal Cerro Copiapó, la KK-708a (« calderana », Castilla) e, forse, la KK-1 393 lembckei magnifica», Caldera) (che potrebbe in alternativa appartenere a calderana).

Marginata (Morro Copiapó)

maritima Knize n. n.: KK-1709, Paposo, m 50-100.
                        Esemplari della forma in questione sembrano appartenere ad
humilis.

Copiapoa megarhiza Britton & Rose. Cactaceae, 1922, 3: 89.
                             Copiapoa megarhi
za
var. microrhiza Ritter, 1980, Kakteen in Sudamerika, 3: 1081.

Descrizione (da Ritter, 1980 ed oss. pers.). C solitario, globoso, dm 5-8 cm, grigio­verde, disco appiattito, spinoso; R grossa, napiforme, strozzata al colletto; CO 10-15, nelle piante giovani scomposte in tubercoli, pressoche rettilinee nelle piante adUlte, un po' ampliate alle areole, alte fino a I cm; s. 1. stretti, sinuosi; AR grigie, dm 4-7 mm, distanziate; SP da giallastre a nere, in genere grigiastre, robuste, rigide; rad. 8-10, un po' ricurve, semierette, lunghe 15-20 mm, c. 1-4, diritte, prominenti, lunghe fino a 3 cm; F giallo; S (RMF-129) mm 1,8 x 1,4 x 0,8, nero, lucido, ovale, testa moderatamente globosa, debolmente carenata, celle piłttosto piccole, non o appena pił lunghe che larghe, moderatamente convesse; ilo grande, ovale, depresso, ampiamente ribordato, margine di profilo sinuoso, micropilo esterno al margine.

Distribuzione. La localita tipica e indicata come «Massiccio granitico molto arido presso Copiapó»; secondo Ritter (1980) sarebbe diffusa ad ovest fino a Toledo, ove convive con echinata borealis, con la quale, sempre secondo l'Autore germanico, si ibriderebbe; mentre megarhiza predilige habitat rocciosi, echinata borealis si ritroverebbe principalmente in zone pianeggianti. Recenti indagini hanno portato in coltivazione due taxa dai dintorni di Copiapó, uno del tutto identico alla fotografia di Ritter (1980, fig. 1010) e verosimilmente appartenente al gruppo echinoides, l'altro, a lunghe e belle spine gialle, probabilmente ascrivibile al complesso di cui fa parte echinata Per stabilire quale dei due taxa sia riferibile a megarhiza e necessario lo studio del materiale tipico, conservato presso l'Istituto Botanico di New York.

Ritter (1980) ha descritto una varieta, megarhiza microrhiza, per piante di Paipote caratterizzate dalla radice meno sviluppata; si tratta con tutta probabilita di una semplice forma locale di limitato interesse tassonomico.

Nel triangolo compreso tra Caldera, Copiapó e la Quebrada Totoral convivono quindi numerose specie di Copiapoa; varie regioni costiere inoltre sono state esplorate solo in modo frammentario, e di conseguenza buona parte del materiale distribuito risulta determinato in modo approssimativo. In particolare, Knize ha esportato svariate popolazioni, indicate di Copiapó, Caldera, M. Amargo, Castilla, determinate sia come echinata, megarhiza, longispina sia con alcuni nomi nudi (monteamarguensis, echinus, multicolor, ecc.); in alcuni casi le piante corrispondono alle descrizioni, altre volte si tratta di forme di difficile interpretazione, forse riferibili a specie o sottospecie inedite; purtroppo, frequentemente con il medesimo nome e numero sono state inviate specie differenti e non e pertanto possibile dare informazioni pił dettagliate sulle probabili determinazioni di tale materiale.

melanocha (Cels.). Sinonimo di marginata

melanohystrix Ritter. Epiteto attribuito ad una forma di cinerea

microcarpa Knize n. n.: KK-44. Islon, Mina, m 800. Forma di coquimbana s. Knize.

microrhiza Ritter. Varieta di megarhiza.

microsperma Knize n. n.: KK-46, Islon, m 600. Forma di coquimbana s. Knize.

militaris Knize n. n.: KK-1388, Chanaralillo, m 200.
                             Trattasi con tutta probabilita di una forma di pseudocoquimbana Ritter

minicarpa Knize n. n.: KK-1734. Taltal, m 300. Forma di cinerea.

minima Knize n. n.: KK-1132, Carrizal Alto (ex KK-1138).

Epiteto attribuito ad una Copiapoa cespitosa, con singole teste relativamente piccole, brevemente spinose. Secondo Taylor (1981) potrebbe trattarsi di una popolazione locale di C dealbata; giovani piante ottenute da seme mostrano tuttavia notevoli differenze rispetto a plantule della stessa eta di dealbata, sia nella forma del corpo sia per la presenza di una robusta radice napiforme, che manca in dealbata. Ci sembra quindi pił probabile che si tratti di una forma di echinata [la stessa illustrazione riportata da Taylor (1981, pag. 51) non contraddice tale ipotesi]. Gia da tempo e stata fatta una confusione tra KK-1 132 (originariamente attribuito ad una Matucana) e KK-1138. Nella pił recente lista, Knize (1988) elenca minima KK-1132 per Carrizal Alto e minima KK-1138 di Totoral Bajo. In realta minima Knize n. n. proviene da Carrizal Alto e si riferisce, con ogni probabilita, alla forma pulla Ritter di echinata.

minima Knize n. n.: KK-1138, Totoral Bajo. Vedi quanto detto per minima KK- 1132.

minuta Knize n. n.: KK-601, Carrizal, Mina, m 600; KK-1139, Totoral, costa, m 200.
                             
Si tratta probabilmente di una forma di echinata.

Copiapoa mollicula Ritter
                              Taxon, 1963, 12: 30.

Descrizione (da Ritter, 1980 ed oss. pers.). C grigio-verde, spesso con riflessi rossastri, di solito non cespitoso, morbido al tatto, dm 4-7 cm, globoso, disco con pelosita bianca; R grossa, napiforme, strozzata al colletto; CO 10-14, larghe, ottuse, con traccia di tubercoli, s. 1. ampi, appena sinuosi; AR con densa pelosita bianca, rotonde, dm 4-6 mm; SP nelle piante giovani molto fini e sottili, lunghe pochi mm, bianche; piante adulte con sp. sottili, flessibili, aguzze, grigie, rad. 5-9, lunghe fino a 2 cm, leggermente prominenti, c. 1-3, pił robuste e lunghe, diritte, erette. F grande, giallo; S (FR-525) mm 1,2 x 1 x 0,6, nero, lucido, testa assai convessa e carenata, celle oblunghe, appiattite, pił o meno poligonali sui fianchi, reticolo superficiale; ilo piccolo, oblungo, piano, non ribordato, micropilo esterno al margine.

Distribuzione. Descritta dei monti a nord dell'aereoporto di Chańaral (FR-525), ove venne raccolta anche da Lau (Lau-830) e Knize (KK-657). Kattermann ha identificato come mollicula anche una forma vegetante a nord di Caldera.

Secondo Ritter (1980) C. mollicula sarebbe affine a grandiflora ed a montana, mentre secondo Taylor (1981) grandiflora sarebbe specie distinta e mollicula dovrebbe confluire in montana; l'Autore suggerisce inoltre che montana e mollicula non siano in realta che varieta di hypogaea, ma le recenti osservazioni di piante di montana originali smentiscono questa teoria. Una ulteriore possibilita e che mollicula sia in realta ascrivibile al complesso humilis: in tal caso, sembra molto improbabile che essa possa differenziarsi a livello superiore a quello di semplice popolazione da taltalensis; quest'ultima, essendo stata descritta in epoca precedente, avrebbe quindi la priorita (trattazioni di montana, humilis ed hypogaea per ulteriori considerazioni).

Mollicula (Nord Chańaral)

Copiapoa montana Ritter Cactus, 1960, 66: 21.

Descrizione (da Ritter, 1980 ed oss. pers.). C cespitoso, singole teste dm 5-10 cm, grigio-verde, di consistenza morbida, apice lanoso; R grossa, napiforme, strozzata al colletto; CO 10-17, alte 7 m, tubercolate, ingrossate alle areole s. l. ampi, debolmente sinuosi; SP diritte o debolmente ricurve, un po' flessibili, lunghe fino a 3 cm; rad. 4-7, indirizzate lateralmente ed un po' prominenti, c. 1-3. F grande, giallo; S (FR-522) mm 1,5 x 1,2 x 0,6, nero, lucido, assai convesso e carenato, testa con celle addensate, poco pił lunghe che larghe, molto debolmente convesse; ilo ovale, appena depresso, non ribordato, micropilo esterno al margine.

[P 043]

Distribuzione. Alture a nord di Taltal [FR-211a (piante tipiche inviate alla ZSS) e FR-522], apparentemente localizzata in un'area ristretta.

C. montana č imparentata, secondo Ritter (1980), con grandiflora e mollicula; secondo Taylor (1981) invece montana dovrebbe considerarsi varietą di hypogaea ed in essa dovrebbero confluire anche mollicula, oliovana e rarissima, mentre grandiflora sarebbe specie ben differenziata. Sulla base del materiale coltivato presso la Sukkulentensammlung di Zurigo, proveniente dai semi originariamente distribuiti da Ritter, si possono confermare le opinioni di Ritter: ne consegue che C. grandiflora risulta in realtą meglio interpretabile come forma geografica di montana.

Practicamente tutto il materiale di montana in commercio risente di ibridazioni con humilis.

monteamarguensis Knize n.n.: KK-1715, Monte Amargo

Le piante distribuite con tale nome corrispondono molto probabilmente ad una forma di megarhiza.

multicolor Knize n.n.: KK-1394, Copiapó, m 600.

Giovani semenzali della forma in questione possono essere attribuiti ad una forma di megarhiza. Da tenere presente che Knize (1988) ha recentemente invertito i numeri di pendulina KK-1391 e multicolor KK-1394 (risulta quindi pendulina KK-1394 e multicolor KK-1391).  

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