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Piante Grasse
Fascicolo 4-Ottobre-Dicembre 1991 - Anno XI - Volume 11

“Il genere Copiapoa” 

Massimo Meregalli – Carlo Doni

Elenco dei nomi di
Copiapoa Britton & Rose

by Massimo Meregalli

haseltoniana hornilloensis horrida horridispina humilis
hypogaea        

haseltoniana Backeberg Forma di C. cinerea gigantea (Backeberg).

Copiapoa hornilloensis Ritter
                              Kakteen in Sudamerika, 1980, 3: 1060.

Non abbiamo esaminato materiale sicuramente attribuibile alla forma in questione, descritta di Cerro Hornillo, a nord di Planta Esmeralda. Secondo I'Autore essa e affine a desertorurn Ritter, diffusa poco pił a nord, e, in efletti, la fotografia originale (Ritter, 1980, fig. 973) ricorda da vicino C. desertorum. Secondo Taylor (1981) e probabile che C. hornilloensis non sia considerabile come specie a se stante ma debba essere inclusa in desertorum. E comunque assai dubbio che anche desertorum meriti status specifico: tutte le forme in questione devono con ogni probabilita rientrare in rupestris Ritter. Knize ha distribuito semi di hornilloensis con il numero KK-1861 (Los Hornillos). Potrebbero far parte del taxon in questione anche le KK-89 e KK-658 («rubriflora,,), dei dintorni di Esmeralda.

horrida Knize n.n.: KK-1434, Cifuncho, m 500
                              Epiteto utilizzato da Knize per una forma di cinerea

horridispina Knize n.n.: KK1713, Copiapņ, m 500

Non abbiamo alcuna informazione relativa a questa forma. A Copiapó vivono C. megarhiza, echinata e longispina.

Copiapoa humilis (Philippi) Hutchinson
                        Echinocactus humilis
Philippi, 1860: Florula Atacam.: 23.

Specie descritta delle regioni ai piedi dei monti costieri presso Paposo. Hutchinson (1953, Cact. Succ. J. USA: 34), in un'esauriente trattazione, designo un neotipo su materiale proveniente dalle colline a nord di Paposo.

Descrizione (da Ritter, 1980 ed oss. pers.). C singolo o cespitoso, verde oliva, in genere morbido al tatto, teste fino a circa 10 cm dm; R molto robusta, napiforme, strozzata al colletto; CO circa 13, nelle piante giovani completamente scomposte in tubercoli, anche nelle piante adulte alquanto tubercolate; AR poste sui tubercoli, rotonde od ovali, biancastre o grigie; SP nelle giovani piante fini e sottili, indirizzate verso i lati, lunghe pochi mm, chiare; nelle piante adulte pił lunghe e robuste, anche nerastre, lunghe fino a 2,5 cm, con 1-3 sp. c. diritte, lunghe fino a 3,5 cm, flessibili; F giallo, grande, fino a 4 cm dm; S (D-72, RMF-139, RMF-150a, FK-35, FR-464) mm 1,4­1,6 x 1,2-1,3 x 0,7, nero, lucido, carenato, celle pressoche piane, poligonali, allineate, del doppio pił lunghe che larghe sul dorso, irregolarmente isodiametriche sui fianchi, reticolo superficialmente impresso; ilo grande, ovale, non ribordato, micropilo incluso entro il margine.

Distribuzione. Secondo Ritter (1980), C. humilis sarebbe diffusa a nord di Paposo, verso Blanco Encalada, e presenterebbe varie forme pił o meno distinte, senza che si possa parlare di vere e proprie varieta. Buona parte degli esemplari reperibili sarebbero forme giovani emesse da vecchie radici: animali selvatici (asini, guanachi, ecc.), durante le annate pił secche divorerebbero infatti le piante per rifornirsi di acqua. Dalla robusta parte di fusto sotterraneo verrebbero in seguito prodotte nuove teste. C. humilis e imparentata con un vasto gruppo di altre entita, il cui preciso status sistematico non e al momento chiaro, diffuse tra Tocopilla e Chańaral, con un ulteriore taxon iso lato presente a sud di Copiapó (C. longispina, Sierra Hornillos): molto probabilmente la maggior parte delle forme descritte come specie a se possono essere fatte rientrare in humilis, a livello sottospecifico o di semplice forma.

Copiapoa humilis e specie molto diffusa; da tenere presente la notevole differenza delle piante giovani, a spinazione breve e molto sottile e colorazione del fusto pił scura, rispetto alle piante adulte, pił chiare e con spine pił lunghe e robuste, flessibili. In genere il materiale distribuito come C. humilis e correttamente identificato (FR-464; Lau-810, Paposo; KK- 118, Paposo e KK-1691, Mina Julia ecc.), ma non mancano ibridi. Sembra appartenere a humilis anche la forma distribuita da Knize con il nome di C. maritima (KK-1709, Paposo).

hypogaea Ritter - Cactus, 1960, 66: 19.
                        Copiapoa hypogaea barquitensis
Ritter, 1980. Kakteen in Sudamerika, 3: 1086. 

Descrizione (da Ritter, 1980 ed oss. pers.). C singolo o debolmente cespitoso, morbido al tatto, singole teste appiattite, dm 3-6 cm, altezza 1-3 cm, grigio-brune, depresse al centro; R grande, napiforme, strozzata al colletto; CO 10-14, completamente scom­poste in piccoli tubercoli appiattiti; AR disposte sulla parte superiore dei tubercoli, piccole, con pelosita biancastra; SP generalmente assenti, a volte sono presenti alcune piccole spine nere sottili, flessibili, lunghe pochi mm, dirette verso i lati; F giallo, dm fino a 4 cm; S (FR-261) mm 1-1,1 x 0,8 x 0,5, piccolo, nero, lucido, dorso ricurvo e carenato, celle piane, poligonali, delimitate da un reticolo superficiale; ilo ovale-oblungo, piano, finemente ribordato, micropilo esterno al margine.

Distribuzione. La forma tipica vegeta in una localita dei monti costieri dei dintorni di Chańaral (FR-261).

Specie inconfondibile per la colorazione e forma del corpo e per I'assenza delle spine. In natura straordinariamente mimetica e praticamente invisibile: si trova infatti quasi sepolta nel terreno ghiaioso, dal quale fuoriescono soltanto i tubercoli apicali, indistinguibili dalle pietre circostanti; pare rara, in quanto recenti ricerche non ne hanno consentito il ritrovamento, ma deve comunque essere tenuto presente che per il mimetismo puo facilmente sfuggire alle indagini. Secondo Taylor (1981) hypogaea Ritter sarebbe affine a montana Ritter, mollicula Ritter, olivana Ritter e rarissima Ritter. Le « specie » citate mostrano, soprattutto nello stadio giovanile, notevoli somiglianze con hypogaea; si deve pero considerare la notevole diversificazione delle forme adulte e la differenza nella forma del seme: cio, a nostro avviso, giustifica la distinzione specifica. Trattandosi di una specie neotenica (che conserva cioe vari caratteri giovanili anche negli stadi adulti, Fenomeno non raro tra le Cactacee cilene), estremamente derivata, risulta assai difficile valutare i caratteri e riconoscerne le pił strette affinita filetiche; forme neoteniche reperite presso Pan de Azucar e presso Esmeralda mostrano ad esempio una notevole convergenza morfologica con hypogaea; anche C. lauii, altro taxon neotenico, potrebbe essere imparentato con hypogaea Una forma di hypogaea colonizza la zona costiera a sud di Chańaral, presso Puerto Barquito: C. hypogaea barquitensis Ritter, a volte distribuita come C. barquitensis. Essa e del tutto simile alla forma tipica, rispetto alla quale ha tubercoli un po' pił grandi, superficie del corpo pił liscia, brevissime spine di solito presenti, maggiore propensione ad accestire. Le due forme sono cosi somiglianti che e difficile ipotizzare che esse appartengano a taxa distinti; C. hypogaea barquitensis dovrebbe essere considerata come semplice popolazione di hypogaea, priva di alcun valore tassonomico. Una ulteriore forma attribuita ad hypogaea venne reperita da Ferryman a nord di Caldera (RMF-132): non abbiamo esaminato materiale riferibile a tale forma; stante la lontananza geografica ci pare che il dato debba essere confermato. Quasi tutto if materiale in commercio di hypogaea ed hypogaea barquitensis deriva, pił o meno direttamente, dalle raccolte effettuate negli anni 50 da Ritter; Knize ha distribuito la forma tipica con il numero KK-88a. Sono ancora presenti in commercio forme probabilmente ibride, a caratteri morfologici intermedi tra hypogaea ed humilis, con crescita colonnare, tubercoli globosi, areole assai pelose e brevi spine nere.

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