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[P 017]
Copiapoa cinerea (Philippi)
Br. & R.
Echinocactus cinereus
Philippi, 1860. Fl. Atacam.: 23.
E. cinerea
e
sicuramente la
più
conosciuta tra le specie del genere; essa
e
inoltre
assai variabile ed e
stata frazionata in numerose razze, di solito trattate come specie
a
se,
ciascuna delle quali e
ulteriormente frammentata in
singole popolazioni più
o meno
ben caratterizzate. Il complesso
cinerea e
a nostro avviso divisibile in
due specie, una a distribuzione
più
settentrionale, tra Chañaral e
nord di Paposo, l'altra localizzata tra Caldera e Huasco (C.
dealbata).
La forma tipica di
cinerea
venne descritta da Philippi
nel 1860; un lectotipo fu designato da Hutchinson (1953) in uno
studio sulla specie in questione; esso proviene dagli immediati dintorni di Taltal:
Quebrada Taltal, Hueso
Panado, Philippi 1854. Le popolazioni in cui e
frammentata
cinerea
sono di volta
in volta distinte a livello specifico, sottospecifico o di
semplice forma. Dal punto di
vista evolutivo, il complesso
cinerea
puo essere interpretato come
una « superspecie », cioe
un insieme di popolazioni, di
origine comune, in più
o meno avanzato stadio di
differenziazione:
tentare di « incasellare » in una determinata categoria
tassonomica ciascuna forma
e in effetti assai arduo
e, dal punto di vista biologico, anche arbitrario.
Esaminiamo ora quelle che riteniamo valide sottospecie geografiche
di E.
cinerea.

Cinerea (Taltal)
[P 018]
Copiapoa cinerea cinerea
(Philippi, 1860).
E. cinerea albispina
Ritter, 1980, Kakt. in Sudamerika,
3: 1089.
syn.: E. tenebrosa
Ritter, 1980, Kakt. in
Sudamerika, 3: 1098.
Descrizione (oss. pers. su varie popolazioni di Taltal e
dintorni), E cilindrico, eretto,
alto fino a 1 m con dm fino a 20 cm, glauco, completamente
ricoperto da un rivestimento
bianco-cenerino, le piante sono spesso singole, raramente, in
luoghi
meno aridi,
più
o meno cespitose, in genere
orientate Verso il sole; R numerose, piccole, non
fittonanti; CO 12-30,
appiattite, appena ristrette tra le AR, con traccia di piccoli
tubercoli, solchi tra le CO rettilinei od appena sinuosi; AR quasi rotonde,
grigie, dm 4-5 mm; SP
generalmente nere, brevi, diritte, rigide, rad. assenti o 1-3,
lunghe fino a circa 1 cm, e. 1-2, appena
più
lunghe, erette; F giallo, s.
per. esterni con linea centrale rossastra;
S mm 1,4-1,8 x 0,8-1 x 0,5-0,7, nero, lucido, superficie spesso
irregolare, liscia,
celle piane, delimitate da reticolo a volte molto
superficiale, sul dorso poco
più lunghe
che larghe,
più
piccole sui fianchi,
irregolari, rotondeggianti o poligonali; ilo piccolo,
ovale, piano, micropilo
generalmente posto al di fuori del margine dell'ilo.
Distribuzione. La forma tipica di
cinerea e
diffusa nei
dintorni di Taltal e si spinge, a sud,
fino a Cifuncho; data la sua frequenza,
in alcune aree davvero prodigiosa, molto
materiale e
stato distribuito, sia come
cinerea
sia con alcuni noni di varieta (« caespitosa
» Knize n. n.,
« horrida »
Knize, n. n., «
minicarpa » Knize
17. 11., ecc.) che, ovviamente,
non hanno alcun valore e corrispondono soltanto alle variazioni
delle singole
popolazioni (spinazione più
o meno lunga e densa,
maggiore o minore propensione ad
accestire, dimensioni, colore
delle spine, ecc.). Per brevita non riportiamo
l'elenco completo del materiale
in commercio appartenente
a cinerea
e varieta: la
più precisa determinazione di tale materiale potra essere fatta
sulla base della localita di provenienza.
Ritter (1980) ha differenziato una varieta, Copiapoa
cinerea albispina Ritter,
proveniente da una zona
a 10 km N di Taltal.
[P 019]
Tale popolazione
e caratterizzata
dalle
spine più
chiare, biancastre o giallo-brune con punta
più
scura e distintamente
più
lunghe; la propensione
ad accestire e
maggiore. Data anche la
vicinanza con la forma tipica,
riteniamo che non si tratti di una vera e propria sottospecie
geografica, quanto piùttosto di una semplice variazione a
livello popolazionale, o, al massimo, di una forma in transizione
con la sottospecie
gigantea di Paposo.
Analoghe considerazione valgono
per C. tenebrosa
Ritter, diffusa ad oriente di
Taltal, al limite del deserto e caratterizzata
dall'habitus più
cespitoso e dalle spine nere
più lunghe.
Copiapoa cinerea gigantea
(Backeberg) Taylor
C. gigantea
Backeberg, 1936.
Jahrb. Dt. Kakt. Ges., 1: 104
syn.:
C. haseltoniana
Backeberg, 1958.
Descr. Cact. nov.: 33.
?
C. eremophila
Ritter, 1980. Kakt. in Sudamerika: 1104.
La descrizione originate
e
assai laconica e, come al solito, priva di precise indicazioni
di provenienza; Ritter (1980) attribuisce a
gigantea
la forma che cresce a Nord di
Paposo, verso l'interno, assegnandole valore specifico;
sulla costa, sempre secondo l'Autore tedesco, sarebbe invece
presente una varieta di
gigantea, gigantea haseltoniana Backeberg; ancora
più
all'interno si troverebbe
ancora una ulteriore forma del
complesso,
C.
eremophila Ritter.
Le tre forme in questione colonizzano habitat limitrofi e sono
indubbiamente assai simile tra loro: riteniamo probabile che else
appartengano ad un solo
taxon, frammentato in varie popolazioni; non si
puo escludere che le caratteristiche
distintive di ciascuna di esso dipendano in una certa misura anche
dall'ambiente in cui
vegetano. Anche Taylor (1981)
e dell'opinione che le
forme del complesso
cinerea
di Paposo vadano attribuite ad
un solo taxon (che tuttavia venne denominate
cinerea haseltoniana).
Descrizione.
C. cespitoso, formante ammassi
del dm di oltre 2 m ed altezza di 1,5
m; pelosita all apice delle
singole teste distintamente giallo-arancio; AR giallo-arancio,
soprattutto quelle
più
giovani; SP giallastre
o giallo-brune, diritte,
più
lunghe, nelle
piante
più
giovani a volte ricurvo verso
l'esterno, le inferiore un po'
più
lunghe delle
superiore, lunghe 2-4 cm; S con
celle a volte più
converse, generalmente meglio delineate;
ilo più
grande, oblungo.
Distribuzione. Da circa 20 km a
N di Taltal (cioe
dal limite
settentrionale della forma
tipica) fino a circa 25 km a N di Paposo, dalla costa al limite
del deserto. Come gia accennato, sono presente varie
popolazioni più o meno
differenziate e con rivestimento
biancastro del corpo
più o meno denso, a
volte assai scarso. La forma descritta
come haseltoniana
vivrebbe sulla costa presso Paposo; un po'
più all'interno si
troverebbe C.
gigantea ed infine
le ultime popolazioni al limite con it deserto apparterrebbero
ad eremophila
(cfr. Ritter, 1980);
C. gigantea
ha corpo
più verde, con
rivestimento bianco meno denso
e spine a volte più
corte; C.
eremophila si
distinguerebbe invece per i
singoli corgi più
piccoli, grigiastre,
con pelosita sul disco bruno dorata anziche
arancione, per le spine
più
lunghe ed un po' intrecciate,
dirette più
verso i late e per
moderate differenze nel fiore.
Ulteriori popolazioni del complesso
cinerea
vegetano a sud di Taltal, cioe a sud
dell'areale
colonizzato dalla forma tipica. Tra Esmeralda e Tigrillo si trova
una forma descritta da
Ritter come C.
longistaminea.
[P 020]
Copiapoa cinerea longistaminea
(Ritter)
C. longistaminea
Ritter, 1963; Taxon, 12
(1): 31.
Descrizione. C grigio-verde, con scarso rivestimento biancastro,
cespitoso a formare ammassi fino
ad I m di dm; singole teste fino a 15 cm di dm e 50 cm di altezza,
apice vegetativo ricoperto di pelosita arancione; CO 15-21; AR rotonde,
grigio-arancio, distanziate
di 3-6 mm; SP da rosso-brune a nerastre, diritte, rigide; rad. 4-
6, dapprima più
prominenti poi indirizzate
lateralmente, lunghe 1-3 cm; sp. c. spesso mancante, a
volte 1, diritta, rivolta verso
l'alto; S più o meno allungato, celle piane o debolmente
convesse, ben delineate, più
piccole, poligonali, isodiametriche o poco
più
lunghe che
larghe; ilo ovale, piano.
Distribuzione. Questa forma colonizza la regione costiera tra
Tigrillo ed Esmeralda.
Appartengono a cinerea
longistaminea, tra
l'altro, le piante distribuite da Knize come
uhligiana
(KK-1398, Esmeralda) e
tigrillensis (KK-1385, Tigrillo). Recenti reperti dalla
zona di Esmeralda pongono
alcuni dubbi interpretativi in merito a longistaminea,
di cui sono state localizzate
popolazioni caratterizzate dal seme piccolissimo, completamente
liscio. Future indagini dovranno accertare se si tratti di un
fenomeno di dimorfismo
nell'ambito del medesimo taxon o se i taxa siano differenti;
e
pero da tenere presente
che columna-alba
e caratterizzata dal seme molto piccolo: le popolazioni in questione
potrebbero quindi prescentare alcuni caratteri in transizione
verso columna-alba.
La forma
più
meridionale del complesso
cinerea vive nella
regione costiera a sud
di Esmeralda: essa e stata descritta come C.
columna-alba; potrebbe appartenere a questa sottospecie
anche C. melanohystrix
Ritter, descritta delle zone
più
interne a sud-est di
Esmeralda.
Copiapoa cinerea columna-alba
(Ritter)
C.
columna-alba
Ritter, 1959. Cactus, 65: 199.
syn.: ? C. melanohystrix Ritter, 1980.
Kakt. in Sudamerika, 3: 1096.
Descrizione. C singolo o scarsamente proliferante, cilindrico,
alto fino a 75 cm, con dm fino a
20 cm, con denso rivestimento biancastro, centro vegetativo senza
spine, con pelosita
grigio-arancio; CO numerose, fino ad oltre 40; AR allungate,
grigiastre; SP brevi,
nere o grigie, a volte
più chiare; rad. nelle piante giovani 5 o
più,
lunghe fino a
2 cm; S più
piccolo, lungo circa 1,2 mm,
lucido, con celle
piane, mal delineate, poco
più
lunghe che larghe; ilo oblungo,
micropilo spesso incluso entro il margine.

Columna-alba (Pan de Azucar)
[P 021]

Columna-alba senza spine
Ritter (1980) descrisse anche la var.
nude,
caratterizzata
dalle spine assenti nelle
piante giovani e normalmente presenti nelle piante adulte e
proveniente dai dintorni di
Cifuncho; in tale zona vive la forma tipica di C.
cinerea,
ed in effetti ci pare che la C.
columna-alba nude
di Ritter non sia che
una forma individuate di
cinerea
f.
typ.
Copiapoa melanohystrix, che
vive presso it margine del deserto a sud-ovest di Esmeralda, non
pare significativamente differenziate da
cinerea columna-alba:
anche in questo caso sumo probabilmente di fronte ad una semplice forma geografica di scarso
valore tassonomico, le
cui differenze sono forse imputabili alle condizioni ambientali in
cui si sviluppa. Da
sottolineare ancora che buona parte del materiale distribuito come
C. columna-alba
appartiene in realta
a cinerea f. typ.: tale ad esempio e
il caso della forma
KK-61 1
(« columna-alba »
,
Cifuncho).
Secondo la trattazione qui proposta
Copiapoa cinerea
verrebbe cosi frammentata:
C. cinerea gigantea
da nord di Paposo a nord di Taltal;
C. cinerea
forma tipica da alcuni
km a N di Taltal fino a Cifuncho;
C. cinerea longistaminea
tra Tigrillo ed Esmeralda;
C. cinerea columna-alba
a sud di Esmeralda. Tutte le varie popolazioni note
possono essere cosi inquadrate in un determinato taxon, anche se
ovviamente esistono forme di transizione nei punti di contatto delle varie sottospecie ed
inoltre alcune popolazioni,
meglio differenziate ed in genere colonizzanti l'entroterra al
margine del deserto,
risultano di più difficile interpretazione; come gia detto, è
del resto impossibile
schematizzare situazioni di talc complessità, né ci pare
giustificato attribuire ogni popolazione
ad una specie a sé.
Indagini puramente morfologiche non sono comunque
sufficienti per precisare la complessa sistematica del gruppo
cinerea.
Ancora da citare, per completezza, una popolazione estrema,
localizzata nella Caleta Batija
[=Botija], a sud di El Cobre, e finora distribuite come C.
variispinata,
che puo verosimilmente
essere inclusa nel complesso
cinerea, a livello sottospecifico o, forse, anche
come buona specie.
conglomerata
(Philippi)
Echinocactus conglomeratus
Philippi, 1860, Fl.
Atacam., 23.
La localita tipica di questa specie sarebbe « Prov. Antofagasta,
24o
24'S, tra Chaguar
del Jote e El Cobre »; in tale regione vive
C.
solaris
Ritter, ed e probabile
che questa fosse proprio la
specie che Philippi intendeva descrivere come
conglomerata;
tuttavia i caratteri indicati nella descrizione originale non
possono in alcun modo adattarsi
alle specie viventi ad El Cobre [secondo Ritter (1980) si
riferirebbero a
cinerascens
(Salm-Dyck)]:
e
verosimile che Philippi abbia confuso le sue note di viaggio al
momento della descrizione; non essendo stato conservato materiale
tipico, puo essere giustificata
la trattazione di Ritter, che ha ritenuto
conglomerata
un nome dubbio, da
rigettare in favore del meglio
tipizzato Copiapoa
solaris Ritter.
Della stessa opinione e
anche Taylor (1981). Da ricordare ancora che invece Lembcke
(Kakt. u. a. Sukk., 1966: 29)
aveva ripreso il nome conglomerata
proprio per solaris
Ritter.
[P 022]
continua
Knize
n. n.: KK-1915.
Materiale distribuito con tale nome corrisponde ad una forma di
cinerea,
verosimilmente
a
cinerea columna-alba.
Knize (1988) indica tuttavia Copiapó, Hornillos, come
zona di origine di KK-1915 e la identifica dubitativamente come
longispina
Ritter.
Come per il materiale di altre popolazioni distribuite da Knize,
vi sono quindi state
confusioni.
copiapensis
(Pfeiffer)
Echinocactus copiapensis
Pfeiffer, 1847.
Abb. u. Beschr. Cact.
Altro vecchio nome di incerta attribuzione. Ritter (1980) lo include tra
i sinonimi di
C .
cinerascens
(Salm-Dyck).
Copiapoa coquimbana
(Rümpler).
Echinocactus coquimbanus Karw. ex
Rümpler, 1866, in Forster, Handb.
Cacteenk.:
601.
syn.: Copiapoa coquimbana var.
wagenknechtii
Ritter, 1963. Taxon, 12 (1):
30. Copiapoa coquimbana
var. armata
Ritter, 1980. Kakteen in Sudamerika,
3: 1972.
Secondo Ritter (1980) l'epiteto
coquimbanus
sarebbe da rigettare, in quanto la descrizione
originale non permetterebbe di distinguere la specie, ne di
accertarne l'appartenenza
al genere Copiapoa.
Secondo l'Autore, peraltro, dovrebbe essere cosi denominato il taxon proveniente
dalla valle del Rio Elqui, altrimenti conosciuto come C.
wagenknechtii
Ritter, 1963. Taylor ritenne
in un primo momento (1981) non sufficientemente motivate Ie
opinioni dell'Autore tedesco e considerò
più
opportuno rigettare il
vecchio epiteto in favore del
meglio tipizzato
wagenknechtii. Più
recentemente, lo stesso
Taylor (com. pers.), in una
più
ampia visione della tassonomia
delle Copiapoa,
giunge a rivalutare C. coquimbana,
applicandola all'insieme delle popolazioni a sud
della Valle di Huasco, sempre
comunque riferendosi alla forma tipica gli esemplari delI'entroterra
di Coquimbo. L'opinione dello studioso puo essere in parte
accettata: ill particolare, nel presente contributo si ritiene che in realta in tale
area si trovino due
specie di Copiapoa,
l'una,
prevalentemente diffusa
lungo
la costa, è
ascrivibile al complesso
di
fiedleriana, mentre
coquimbana
colonizza le aree
più
interne. Tale interpretazione
e
sostenuta da significative
differenze nella forma del seme e dal fatto che nella zona di
contatto non paiono esservi ibridi.
Descrizione (da Ritter, 1980 ed
oss. pers.). C cespitoso, verdastro, a volte con riflessi
bluastri, singole teste dm 7-12 cm; R robusta, ingrossata; CO 13-18,
alte, grandi, ingrossate
alle areole, nelle piante giovani scomposte in tubercoli, s. 1.
profondi, sinuosi; AR grandi, grigie, poste sui tubercoli; SP nere
o grigie, molto robuste, scabre, rad.
5-7, ricurve contro il corpo,
lunghe fino a 4 cm, c. assente oppure 1, diretta in alto;
molto robusta, diritta, lunga
fino a 5 cm; F grande fino a 6 cm, giallo; S (FK-26;
RMF-8; KK-103) mm 2 x 1,6 x 1,
nerastro, globoso, carenato,
più o meno lucido, celle
poco
più
lunghe che larghe,
moderatamente convesse sul dorso, relativamente piccole,
poligonali, quasi piane ed addensate,
più convesse sui fianchi,
margine dell'ilo di profilo molto sinuoso; ilo grande,
più
o meno rettangolare, assai
depresso e fortemente ribordato, micropilo esterno o sul margine.
[P 023]
Distribuzione. Diffusa da circa 30 km ad est di Coquimbo fino
all'intern Vicuna.
Ne
e stata descritta una varieta
(« coquimbana» armata Ritter, 1980) dell'entroterra
di Choros, caratterizzata dalla spinazione
più
robusta e verosimilmente
riferibile ad una
semplice popolazione locale, a cui dovrebbero essere riferibili le
forme KK1388 (S. Pablo) e Lau-854 (El Sauze).
Taxon morfologicamente simile alla
Copiapoa
della costa
(pseudocoquimbana Ritter),
rispetto alla quale si caratterizza per la spinazione
più robusta, con spine
radiali avvolte attorno al fusto, spina centrale spesso assente,
se presente, più
robusta, radice
più robusta e seme
differente, più
grande e granuloso e con ilo
largo, ribordato, depresso, piùttosto caratteristico nell'ambito dell'intero genere. Le due
Copiapoa convivono fianco a fianco ad
Islon, e cio depone a
favore di una differenziazione specifica. C. coquimbana
e
molto frequente in una zona
relativamente antropizzata e di conseguenza
ne e stato
distribuito molto materiale. Riteniamo inutile dilungarci ad
elencare tutte
le forme, peraltro facilmente
identificabili in base alla zona di provenienza, limitandoci
a ricordare che anche la
C. « imbricata
» Knize n. n.
(KK-43, Mina Margarita; KK-102,
El Molle) appartiene a
coquimbana
Esiste una forma a fiore rosso,
distribuita da Knize
con il nome di
imbricata rubriflora
KK-57 (tra El Molle e Vicuna).
Copiapoa cuprea
Ritter
Cactus, 1959, 63: 136.
forma di
echinoides
(Lem.)
(-).

Cuprea (-- echinoides)
[P 024]
cupreata
(Poselger)
Echinocactus cupreatus
Poselger, 1885, in
Forster,
Handb.
Cacteenk., 2: 602.
Taxon descritto in modo assai breve, senza indicazioni di
provenienza ne illustrazioni.
Secondo Taylor (1981) potrebbe essere applicato alla forma KK-21
(Agua Verde),
distribuita come
C. cuprea;
secondo Ritter (1980)
E. cupreatus
sarebbe
invece
da
ascrivere al genere Pyrrhocactus
(sensu Ritter)
(Neoporteria o Neochilenia
sensu autori),
mentre la C.
cupreata
sensu Backeberg (1969) sarebbe, sempre secondo Ritter, la
C. hypogaea
Ritter. In definitiva, un nome non tipizzato, di interpretazione
confusa e
contraddittoria e, di conseguenza, da abbandonare. Il materiale
distribuito da Knize
come
cupreata
(KK-1382, Vallenar e KK-35, Huasco Bajo) dovrebbe appartenere al
complesso di
fiedleriana,
mentre altro materiale in coltivazione
puo
essere ascritto al
gruppo di C.
echinoides
(Lem.) od a forme di C.
alticostata
Ritter.
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