Copiapoa - Living on the Edge
Online Texts
home

[ A ] [ B ] [ Cae ] [ Cin ] [ D ] [ E ] [ F ] [ G ] [ H ] [ I ] [ K ] [ L ] [ M ] [ NO ] [ P ] [ R ] [ S ] [ T ] [ UVW ]

 

Piante Grasse
Fascicolo 4-Ottobre-Dicembre 1991 - Anno XI - Volume 11

“Il genere Copiapoa” 

Massimo Meregalli – Carlo Doni

Elenco dei nomi di
Copiapoa Britton & Rose

by Massimo Meregalli

P017 P018 P019 P020 P021 P022 P023          P024
cinerea cinerea gigantea cinerea longistaminea cinerea columna-alba conglomerata
continua copiapensis coquimbana cuprea cupreata

[P 017]
Copiapoa cinerea (Philippi) Br. & R.
                        Echinocactus cinereus
Philippi, 1860. Fl. Atacam.: 23.

E. cinerea e sicuramente la più conosciuta tra le specie del genere; essa e inoltre assai variabile ed e stata frazionata in numerose razze, di solito trattate come specie a se, ciascuna delle quali e ulteriormente frammentata in singole popolazioni più o meno ben caratterizzate. Il complesso cinerea e a nostro avviso divisibile in due specie, una a distribuzione più settentrionale, tra Chañaral e nord di Paposo, l'altra localizzata tra Caldera e Huasco (C. dealbata). La forma tipica di cinerea venne descritta da Philippi nel 1860; un lectotipo fu designato da Hutchinson (1953) in uno studio sulla specie in questione; esso proviene dagli immediati dintorni di Taltal: Quebrada Taltal, Hueso Panado, Philippi 1854. Le popolazioni in cui e frammentata cinerea sono di volta in volta distinte a livello specifico, sottospecifico o di semplice forma. Dal punto di vista evolutivo, il complesso cinerea puo essere interpretato come una « superspecie », cioe un insieme di popolazioni, di origine comune, in più o meno avanzato stadio di differenziazione: tentare di « incasellare » in una determinata categoria tassonomica ciascuna forma e in effetti assai arduo e, dal punto di vista biologico, anche arbitrario.

Esaminiamo ora quelle che riteniamo valide sottospecie geografiche di E. cinerea.

Cinerea (Taltal)

[P 018]
Copiapoa cinerea cinerea
(Philippi, 1860).
 
                      E. cinerea albispina Ritter, 1980, Kakt. in Sudamerika, 3: 1089.
                              syn.:
E. tenebrosa Ritter, 1980, Kakt. in Sudamerika, 3: 1098.

Descrizione (oss. pers. su varie popolazioni di Taltal e dintorni), E cilindrico, eretto, alto fino a 1 m con dm fino a 20 cm, glauco, completamente ricoperto da un rivestimento bianco-cenerino, le piante sono spesso singole, raramente, in luoghi meno aridi, più o meno cespitose, in genere orientate Verso il sole; R numerose, piccole, non fittonanti; CO 12-30, appiattite, appena ristrette tra le AR, con traccia di piccoli tubercoli, solchi tra le CO rettilinei od appena sinuosi; AR quasi rotonde, grigie, dm 4-5 mm; SP generalmente nere, brevi, diritte, rigide, rad. assenti o 1-3, lunghe fino a circa 1 cm, e. 1-2, appena più lunghe, erette; F giallo, s. per. esterni con linea centrale rossastra; S mm 1,4-1,8 x 0,8-1 x 0,5-0,7, nero, lucido, superficie spesso irregolare, liscia, celle piane, delimitate da reticolo a volte molto superficiale, sul dorso poco più lunghe che larghe, più piccole sui fianchi, irregolari, rotondeggianti o poligonali; ilo piccolo, ovale, piano, micropilo generalmente posto al di fuori del margine dell'ilo.

Distribuzione. La forma tipica di cinerea e diffusa nei dintorni di Taltal e si spinge, a sud, fino a Cifuncho; data la sua frequenza, in alcune aree davvero prodigiosa, molto materiale e stato distribuito, sia come cinerea sia con alcuni noni di varieta (« caespitosa » Knize n. n., « horrida » Knize, n. n., « minicarpa » Knize 17. 11., ecc.) che, ovviamente, non hanno alcun valore e corrispondono soltanto alle variazioni delle singole popolazioni (spinazione più o meno lunga e densa, maggiore o minore propensione ad accestire, dimensioni, colore delle spine, ecc.). Per brevita non riportiamo l'elenco completo del materiale in commercio appartenente a cinerea e varieta: la più precisa determinazione di tale materiale potra essere fatta sulla base della localita di provenienza. Ritter (1980) ha differenziato una varieta, Copiapoa cinerea albispina Ritter, proveniente da una zona a 10 km N di Taltal.

[P 019]

Tale popolazione e caratterizzata dalle spine più chiare, biancastre o giallo-brune con punta più scura e distintamente più lunghe; la propensione ad accestire e maggiore. Data anche la vicinanza con la forma tipica, riteniamo che non si tratti di una vera e propria sottospecie geografica, quanto piùttosto di una semplice variazione a livello popolazionale, o, al massimo, di una forma in transizione con la sottospecie gigantea di Paposo. Analoghe considerazione valgono per C. tenebrosa Ritter, diffusa ad oriente di Taltal, al limite del deserto e caratterizzata dall'habitus più cespitoso e dalle spine nere più lunghe.

Copiapoa cinerea gigantea (Backeberg) Taylor
                             C. gigantea
Backeberg, 1936. Jahrb. Dt. Kakt. Ges., 1: 104
                             syn.: C. haseltoniana Backeberg, 1958. Descr. Cact. nov.: 33. ?
                             C. eremophila
Ritter, 1980. Kakt. in Sudamerika: 1104.

La descrizione originate e assai laconica e, come al solito, priva di precise indicazioni di provenienza; Ritter (1980) attribuisce a gigantea la forma che cresce a Nord di Paposo, verso l'interno, assegnandole valore specifico; sulla costa, sempre secondo l'Autore tedesco, sarebbe invece presente una varieta di gigantea, gigantea haseltoniana Backeberg; ancora più all'interno si troverebbe ancora una ulteriore forma del complesso, C. eremophila Ritter. Le tre forme in questione colonizzano habitat limitrofi e sono indubbiamente assai simile tra loro: riteniamo probabile che else appartengano ad un solo taxon, frammentato in varie popolazioni; non si puo escludere che le caratteristiche distintive di ciascuna di esso dipendano in una certa misura anche dall'ambiente in cui vegetano. Anche Taylor (1981) e dell'opinione che le forme del complesso cinerea di Paposo vadano attribuite ad un solo taxon (che tuttavia venne denominate cinerea haseltoniana).

Descrizione. C. cespitoso, formante ammassi del dm di oltre 2 m ed altezza di 1,5 m; pelosita all apice delle singole teste distintamente giallo-arancio; AR giallo-arancio, soprattutto quelle più giovani; SP giallastre o giallo-brune, diritte, più lunghe, nelle piante più giovani a volte ricurvo verso l'esterno, le inferiore un po' più lunghe delle superiore, lunghe 2-4 cm; S con celle a volte più converse, generalmente meglio delineate; ilo più grande, oblungo.

Distribuzione. Da circa 20 km a N di Taltal (cioe dal limite settentrionale della forma tipica) fino a circa 25 km a N di Paposo, dalla costa al limite del deserto. Come gia accennato, sono presente varie popolazioni più o meno differenziate e con rivestimento biancastro del corpo più o meno denso, a volte assai scarso. La forma descritta come haseltoniana vivrebbe sulla costa presso Paposo; un po' più all'interno si troverebbe C. gigantea ed infine le ultime popolazioni al limite con it deserto apparterrebbero ad eremophila (cfr. Ritter, 1980); C. gigantea ha corpo più verde, con rivestimento bianco meno denso e spine a volte più corte; C. eremophila si distinguerebbe invece per i singoli corgi più piccoli, grigiastre, con pelosita sul disco bruno dorata anziche arancione, per le spine più lunghe ed un po' intrecciate, dirette più verso i late e per moderate differenze nel fiore.

Ulteriori popolazioni del complesso cinerea vegetano a sud di Taltal, cioe a sud dell'areale colonizzato dalla forma tipica. Tra Esmeralda e Tigrillo si trova una forma descritta da Ritter come C. longistaminea.

[P 020]

Copiapoa cinerea longistaminea (Ritter)
C. longistaminea
Ritter, 1963; Taxon, 12 (1): 31.

Descrizione. C grigio-verde, con scarso rivestimento biancastro, cespitoso a formare ammassi fino ad I m di dm; singole teste fino a 15 cm di dm e 50 cm di altezza, apice vegetativo ricoperto di pelosita arancione; CO 15-21; AR rotonde, grigio-arancio, distanziate di 3-6 mm; SP da rosso-brune a nerastre, diritte, rigide; rad. 4- 6, dapprima più prominenti poi indirizzate lateralmente, lunghe 1-3 cm; sp. c. spesso mancante, a volte 1, diritta, rivolta verso l'alto; S più o meno allungato, celle piane o debolmente convesse, ben delineate, più piccole, poligonali, isodiametriche o poco più lunghe che larghe; ilo ovale, piano.

Distribuzione. Questa forma colonizza la regione costiera tra Tigrillo ed Esmeralda. Appartengono a cinerea longistaminea, tra l'altro, le piante distribuite da Knize come uhligiana (KK-1398, Esmeralda) e tigrillensis (KK-1385, Tigrillo). Recenti reperti dalla zona di Esmeralda pongono alcuni dubbi interpretativi in merito a longistaminea, di cui sono state localizzate popolazioni caratterizzate dal seme piccolissimo, completamente liscio. Future indagini dovranno accertare se si tratti di un fenomeno di dimorfismo nell'ambito del medesimo taxon o se i taxa siano differenti; e pero da tenere presente che columna-alba e caratterizzata dal seme molto piccolo: le popolazioni in que­stione potrebbero quindi prescentare alcuni caratteri in transizione verso columna-alba.

La forma più meridionale del complesso cinerea vive nella regione costiera a sud di Esmeralda: essa e stata descritta come C. columna-alba; potrebbe appartenere a questa sottospecie anche C. melanohystrix Ritter, descritta delle zone più interne a sud-est di Esmeralda.

Copiapoa cinerea columna-alba (Ritter)
                             C.
columna-alba
Ritter, 1959. Cactus, 65: 199.
                             syn.: ? C. melanohystrix Ritter, 1980. Kakt. in Sudamerika, 3: 1096.

Descrizione. C singolo o scarsamente proliferante, cilindrico, alto fino a 75 cm, con dm fino a 20 cm, con denso rivestimento biancastro, centro vegetativo senza spine, con pelosita grigio-arancio; CO numerose, fino ad oltre 40; AR allungate, grigiastre; SP brevi, nere o grigie, a volte più chiare; rad. nelle piante giovani 5 o più, lunghe fino a 2 cm; S più piccolo, lungo circa 1,2 mm, lucido, con celle piane, mal delineate, poco più lunghe che larghe; ilo oblungo, micropilo spesso incluso entro il margine.

Columna-alba (Pan de Azucar)

[P 021]

Columna-alba senza spine

Ritter (1980) descrisse anche la var. nude, caratterizzata dalle spine assenti nelle piante giovani e normalmente presenti nelle piante adulte e proveniente dai dintorni di Cifuncho; in tale zona vive la forma tipica di C. cinerea, ed in effetti ci pare che la C. columna-alba nude di Ritter non sia che una forma individuate di cinerea f. typ. Copiapoa melanohystrix, che vive presso it margine del deserto a sud-ovest di Esmeralda, non pare significativamente differenziate da cinerea columna-alba: anche in questo caso sumo probabilmente di fronte ad una semplice forma geografica di scarso valore tassonomico, le cui differenze sono forse imputabili alle condizioni ambientali in cui si sviluppa. Da sottolineare ancora che buona parte del materiale distribuito come C. columna-alba appartiene in realta a cinerea f. typ.: tale ad esempio e il caso della forma KK-61 1 (« columna-alba » , Cifuncho).

Secondo la trattazione qui proposta Copiapoa cinerea verrebbe cosi frammentata: C. cinerea gigantea da nord di Paposo a nord di Taltal; C. cinerea forma tipica da alcuni km a N di Taltal fino a Cifuncho; C. cinerea longistaminea tra Tigrillo ed Esmeralda; C. cinerea columna-alba a sud di Esmeralda. Tutte le varie popolazioni note possono essere cosi inquadrate in un determinato taxon, anche se ovviamente esistono forme di transizione nei punti di contatto delle varie sottospecie ed inoltre alcune popolazioni, meglio differenziate ed in genere colonizzanti l'entroterra al margine del deserto, risultano di più difficile interpretazione; come gia detto, è del resto impossibile schematizzare situazioni di talc complessità, né ci pare giustificato attribuire ogni popolazione ad una specie a sé. Indagini puramente morfologiche non sono comunque sufficienti per precisare la complessa sistematica del gruppo cinerea.

Ancora da citare, per completezza, una popolazione estrema, localizzata nella Caleta Batija [=Botija], a sud di El Cobre, e finora distribuite come C. variispinata, che puo verosimilmente essere inclusa nel complesso cinerea, a livello sottospecifico o, forse, anche come buona specie.

conglomerata (Philippi)
                            
Echinocactus conglomeratus Philippi, 1860, Fl. Atacam., 23.

La localita tipica di questa specie sarebbe « Prov. Antofagasta, 24o 24'S, tra Chaguar del Jote e El Cobre »; in tale regione vive C. solaris Ritter, ed e probabile che questa fosse proprio la specie che Philippi intendeva descrivere come conglomerata; tuttavia i caratteri indicati nella descrizione originale non possono in alcun modo adattarsi alle specie viventi ad El Cobre [secondo Ritter (1980) si riferirebbero a cinerascens (Salm-Dyck)]: e verosimile che Philippi abbia confuso le sue note di viaggio al momento della descrizione; non essendo stato conservato materiale tipico, puo essere giustificata la trattazione di Ritter, che ha ritenuto conglomerata un nome dubbio, da rigettare in favore del meglio tipizzato Copiapoa solaris Ritter. Della stessa opinione e anche Taylor (1981). Da ricordare ancora che invece Lembcke (Kakt. u. a. Sukk., 1966: 29) aveva ripreso il nome conglomerata proprio per solaris Ritter.

[P 022]
continua Knize n. n.: KK-1915.

Materiale distribuito con tale nome corrisponde ad una forma di cinerea, verosimilmente a cinerea columna-alba. Knize (1988) indica tuttavia Copiapó, Hornillos, come zona di origine di KK-1915 e la identifica dubitativamente come longispina Ritter. Come per il materiale di altre popolazioni distribuite da Knize, vi sono quindi state confusioni.

copiapensis (Pfeiffer)
                        Echinocactus copiapensis
Pfeiffer, 1847. Abb. u. Beschr. Cact.

Altro vecchio nome di incerta attribuzione. Ritter (1980) lo include tra i sinonimi di  C . cinerascens (Salm-Dyck).

Copiapoa coquimbana (Rümpler).

Echinocactus coquimbanus Karw. ex Rümpler, 1866, in Forster, Handb. Cacteenk.: 601.
syn.: Copiapoa coquimbana var. wagenknechtii Ritter, 1963. Taxon, 12 (1): 30. Copiapoa coquimbana var. armata Ritter, 1980. Kakteen in Sudamerika, 3: 1972.

Secondo Ritter (1980) l'epiteto coquimbanus sarebbe da rigettare, in quanto la descrizione originale non permetterebbe di distinguere la specie, ne di accertarne l'appartenenza al genere Copiapoa. Secondo l'Autore, peraltro, dovrebbe essere cosi denominato il taxon proveniente dalla valle del Rio Elqui, altrimenti conosciuto come C. wagenknechtii Ritter, 1963. Taylor ritenne in un primo momento (1981) non sufficientemente motivate Ie opinioni dell'Autore tedesco e considerò più opportuno rigettare il vecchio epiteto in favore del meglio tipizzato wagenknechtii. Più recentemente, lo stesso Taylor (com. pers.), in una più ampia visione della tassonomia delle Copiapoa, giunge a rivalutare C. coquimbana, applicandola all'insieme delle popolazioni a sud della Valle di Huasco, sempre comunque riferendosi alla forma tipica gli esemplari delI'entroterra di Coquimbo. L'opinione dello studioso puo essere in parte accettata: ill particolare, nel presente contributo si ritiene che in realta in tale area si trovino due specie di Copiapoa, l'una, prevalentemente diffusa lungo la costa, è ascrivibile al complesso di fiedleriana, mentre coquimbana colonizza le aree più interne. Tale interpretazione e sostenuta da significative differenze nella forma del seme e dal fatto che nella zona di contatto non paiono esservi ibridi.

Descrizione (da Ritter, 1980 ed oss. pers.). C cespitoso, verdastro, a volte con riflessi bluastri, singole teste dm 7-12 cm; R robusta, ingrossata; CO 13-18, alte, grandi, ingrossate alle areole, nelle piante giovani scomposte in tubercoli, s. 1. profondi, sinuosi; AR grandi, grigie, poste sui tubercoli; SP nere o grigie, molto robuste, scabre, rad. 5-7, ricurve contro il corpo, lunghe fino a 4 cm, c. assente oppure 1, diretta in alto; molto robusta, diritta, lunga fino a 5 cm; F grande fino a 6 cm, giallo; S (FK-26; RMF-8; KK-103) mm 2 x 1,6 x 1, nerastro, globoso, carenato, più o meno lucido, celle poco più lunghe che larghe, moderatamente convesse sul dorso, relativamente piccole, poligonali, quasi piane ed addensate, più convesse sui fianchi, margine dell'ilo di profilo molto sinuoso; ilo grande, più o meno rettangolare, assai depresso e fortemente ribordato, micropilo esterno o sul margine.

[P 023]

Distribuzione. Diffusa da circa 30 km ad est di Coquimbo fino all'intern Vicuna. Ne e stata descritta una varieta (« coquimbana» armata Ritter, 1980) dell'entroterra di Choros, caratterizzata dalla spinazione più robusta e verosimilmente riferibile ad una semplice popolazione locale, a cui dovrebbero essere riferibili le forme KK­1388 (S. Pablo) e Lau-854 (El Sauze).

Taxon morfologicamente simile alla Copiapoa della costa (pseudocoquimbana Ritter), rispetto alla quale si caratterizza per la spinazione più robusta, con spine radiali avvolte attorno al fusto, spina centrale spesso assente, se presente, più robusta, radice più robusta e seme differente, più grande e granuloso e con ilo largo, ribordato, depresso, piùttosto caratteristico nell'ambito dell'intero genere. Le due Copiapoa convivono fianco a fianco ad Islon, e cio depone a favore di una differenziazione specifica. C. coquimbana e molto frequente in una zona relativamente antropizzata e di conseguenza ne e stato distribuito molto materiale. Riteniamo inutile dilungarci ad elencare tutte le forme, peraltro facilmente identificabili in base alla zona di provenienza, limitandoci a ricordare che anche la C. « imbricata » Knize n. n. (KK-43, Mina Margarita; KK-102, El Molle) appartiene a coquimbana Esiste una forma a fiore rosso, distribuita da Knize con il nome di imbricata rubriflora KK-57 (tra El Molle e Vicuna).

Copiapoa cuprea Ritter Cactus, 1959, 63: 136.
               forma di
echinoides (Lem.) (-).

Cuprea (-- echinoides)

[P 024]
cupreata (Poselger)
             
          Echinocactus cupreatus Poselger, 1885, in Forster, Handb. Cacteenk., 2: 602.

Taxon descritto in modo assai breve, senza indicazioni di provenienza ne illustrazioni. Secondo Taylor (1981) potrebbe essere applicato alla forma KK-21 (Agua Verde), distribuita come C. cuprea; secondo Ritter (1980) E. cupreatus sarebbe invece da ascrivere al genere Pyrrhocactus (sensu Ritter) (Neoporteria o Neochilenia sensu autori), mentre la C. cupreata sensu Backeberg (1969) sarebbe, sempre secondo Ritter, la C. hypogaea Ritter. In definitiva, un nome non tipizzato, di interpretazione confusa e contraddittoria e, di conseguenza, da abbandonare. Il materiale distribuito da Knize come cupreata (KK-1382, Vallenar e KK-35, Huasco Bajo) dovrebbe appartenere al complesso di fiedleriana, mentre altro materiale in coltivazione puo essere ascritto al gruppo di C. echinoides (Lem.) od a forme di C. alticostata Ritter.

< Previous]            [Next >

All material, except where otherwise credited, is Copyright
  © 2001-2006 Paul Klaassen
 
---------- end of page ----------