Copiapoa - Living on the Edge
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Piante Grasse
Fascicolo 4-Ottobre-Dicembre 1991 - Anno XI - Volume 11

“Il genere Copiapoa” 
Massimo Meregalli – Carlo Doni

We thank the authors, Massimo Meregalli and Carlo Doni, and the Associazione Italiana Amatori Piante Succulente (A.I.A.S.) for their kind permission to include this important reference work concerning the Genus Copiapoa on the internet

Paul Klaassen - webmaster

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PREMESSA

Alcuni viaggi in Cile di uno di noi (Doni) ed una relativamente buona collezione di esemplari di Copiapoa ci hanno suggerito l'idea di serivere queste note sul genere, nello sforzo di chiarire, per quanto ci è possibile, la sua complicata nomenclatura. È necessario premettere che nessuno degli Autori del presente contributo svolge la professione di botanico, pur se uno di essi si occupa di sistematica in campo entomologico: non si tratta quindi di una monografia sistematica, quanto piuttosto di un tentativo di riassumere, in una visione critica, l'insieme delle attuali conoscenze. Lo studio del genere Copiapoa è reso notevolmente arduo dalla quasi totale mancanza di materiale di riferimento sicuramente determinato: buona parte delle forme del commercio, infatti, viene distribuita can denominazioni erronee e, spesso, le indicazioni di origine mancano o sono imprecise. Soprattutto nel caso dei semi, e del materiale da essi originato, l'attendibilità è particolarmente scarsa. Il presente contributo si è basato principalmente sulle osservazioni e gli esemplari reperiti da Doni in Cile e su alcune piante distribuite da Knize, Lau, Ritter; esso è conservato in collezione Doni, Bagno a Ripoli (Firenze) ed in collezione Meregalli, Torino; molto difficoltoso è stato lo studio dei sei, in quanto troppo spesso con il medesimo nome (ed a volte indicazione geografica) sono stati distribuiti semi appartenenti a specie ben diverse. Altri ostacoli ad un chiarimento della sistematica del genere vengono dalla dubbia interpretazione di molte vecchie descrizioni, vaghe ed imprescise, dalle troppe frequenti diagnosi di nuove specie basate sumateriale scarso, ad opera di studiosi (o semplici collezionisti) europei privi delle indispensabili conoscenze di come realmente sia la situazione originale in natura e, infine, della diffusa abitudine di attribuire un nome specifico a ciascuna popolazione reperita in natura, con il conseguente proliferare di 'specie' scarsamente caratterizzate.

In effetti, se da un lato può sembrare utile attribuire un nome a ciascuna forma (indipendentemente dalle motivazioni commerciali spesso alla base dei nuovi nomi), sideve sempre tenere presente (anche a livello di semplice collezionismo) che dal punto di vista biologico la specie è una unità reale, naturale, ed è quindi improprio frammentarla in una miriade di nomi. Gruppi di popolazioni evidentemente affini tra loro e sufficientemente isolate (è ovvio che pochi km di distanza tra una popolazione e l'atra non sono generalmente sufficienti a giustificare alcun tipo di divisione sistematica) dovrebbero tutt'al più essere attribuite a un insieme di sottospecie di una sola specie, mentre le semplici variazioni ecologiche (legate ad esempio alla quota) ed individuali sono meglio definibili con il termine di forma; con questo tipo di suddivisione risulterebbero evidenziate sia le caratteristiche complessive della specie, sia quelle delle singole popolazioni con cui essa si presenta in natura, sia, infine, le eventuali variazioni di minore valore. Nel genere Copiapoa le condizioni climatiche ed ambientali dell'habitat ...

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...colonizzato favoriscono la frammentazione delle specie in gruppi di popolazioni reciprocamente isolate (come ad esempio nei complessi di 'specie' diverse facenti capo a fiedleriana, humilis, cinerea, rupestris, ecc.). Nel presente contributo, non essendo per il momento in grado di compiere una revisione sistematica vera e propria, abbiamo di proposito evitato cambiamenti di status e descizioni di nuovi taxa recentemente reperiti; molto frequentemente abbiamo inoltre preferito, nella discussione dei singoli nomi, utilizzare il termine 'taxon' (= categoria tassonomica), riservando il termine 'specie' a quei taxa il cui reale status specifico pare più sicuro. Sono stati anche esaminati in dettaglio i casi in cui siamo convinti che un insieme di taxa descritti a livello specifico sia in realtà riconducibile ad una sola specie, con indicazione delle probabili sinonimie e frammentazioni sottospecifiche.

A causa delle incertezze sulla sistematica del genere e delle opinioni generalmente contrastanti dei vari autori che se ne sono occupati, risulta praticamente impossibiledeterminare con un minimo di sicurezza molte delle popolazioni che si incontrano in natura. Ne conseguono alcune discrepanze tra le attuali comuni interpretzzioni di vari taxa e quanto ci è sembrato più corrispondente alle descrizioni originali sulla base del materiale reperito in ambiente. Desideriamo comunque ribadire che il presente contributo si configura come un'analisi delle attuali comuni interpretazioni di vari taxa e quanto ci è sembrato più corrispondente alle descrizioni originali sulla base del materiale reperito in ambiente. Desideriamo comunque ribadire che il presente contributo si configura come un'analisi delle attuali conoscenze sul genere e ci auguriamo che essa possa servire da base per una ennesima rianalisi dei medesimi caratteri morfologici bensi dovrà prendre in considerazione anche caratteri biochimici, genetici, citologici. Solo cosi le singole specie del genere Copiapoa potranno essere definite una volta per tutte.

Di particolare importanza è la sempre maggiore presa di coscienza sul problema della conservazione delle specie di cactacee in natura. Le Copiapoa, benché colonizzino un habitat scarsamente antropizzato, non sfuggono alla necessità di una attenta ed oculata protezione, mirata non solo al divieto di raccolta di una data popolazione, quanto piuttosto alla conservazione degli ambienti naturali. Riteniamo quindi opportuno ricordare di astenersi dall'acquisto di esemplari raccolti in ambienti (tanto più che quasi tutto il materiale oggi distribuito è completamente inaffidabile dal punto di vista scientifico); inoltre, i visitatori delle regioni cilene dovranno attenersi scrupolosamente al codice di compartamento dell'IOS (Organizzazione per lo Studio delle Succulente), recentemente apparso anche su Piante Grasse (suppl. al no 4/1990).

Nella lista alphabetica dei nomi di Copiapoa abbiamo elencato tutti gli epiteti a noi noti a livello specifico ed infraspecifico, compresi nomi di cataloghi, ecc., incluse le erronee trascrizioni di un nome se sufficientemente differenti; in caraterre neretto sono indicati i nomi validamente descritti riferibili a taxa interpretabili come buona specie con ragionevole sicurezza, in corsivo spaziato i nomi validamente descritti e riferibili a taxa interpretabili come sottospecie, in corsivo i nomi non validamente descritti, i sinonimi, gli epiteti infrasottospecifici e gli epiteti validamente descritti di incerta valutazione. Poiché il presente contributo è essenzialmente destinato ai collezionisti, abbiamo inoltre prestato particulare attenzione al materiale attualmente in commercio, con indicazione delle forme più frequentemente distribuite e, sulla base del materiale personalmente esaminato, con eventuali correzioni delle determinazioni originali dei vari commercianti. Non si può peraltro escludere che in alcuni casi con il medesimo nome e field-number siano state distribuite Copiapoa appartenenti a specie differenti, quindi tali informazioni sono comunque puramente indicative. La cartografia è tratta da: Mapa de carreteras, Automobil Clud de Chile; Instituto Geografico Militar de Chile; World Map.

È evidente che un lavoro complesso come il presente non può essere esente da errori, interpretazioni incorrette ed omissioni: di ciò ci scusiamo anticipatamente.

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