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PREMESSA
Alcuni viaggi in Cile di uno di noi (Doni) ed una relativamente buona
collezione di esemplari di Copiapoa ci hanno suggerito l'idea di
serivere queste note sul genere, nello sforzo di chiarire, per quanto ci
è possibile, la sua complicata nomenclatura. È
necessario premettere che nessuno degli Autori del presente contributo
svolge la professione di botanico, pur se uno di essi si occupa di
sistematica in campo entomologico: non si tratta quindi di una
monografia sistematica, quanto piuttosto di un tentativo di riassumere,
in una visione critica, l'insieme delle attuali conoscenze. Lo studio
del genere Copiapoa è reso notevolmente arduo dalla quasi totale
mancanza di materiale di riferimento sicuramente determinato: buona
parte delle forme del commercio, infatti, viene distribuita can
denominazioni erronee e, spesso, le indicazioni di origine mancano o
sono imprecise. Soprattutto nel caso dei semi, e del materiale da essi
originato, l'attendibilità è particolarmente scarsa. Il presente
contributo si è basato principalmente sulle osservazioni e gli esemplari
reperiti da Doni in Cile e su alcune piante distribuite da Knize, Lau,
Ritter; esso è conservato in collezione Doni, Bagno a Ripoli (Firenze)
ed in collezione Meregalli, Torino; molto difficoltoso è stato lo studio
dei sei, in quanto troppo spesso con il medesimo nome (ed a volte
indicazione geografica) sono stati distribuiti semi appartenenti a
specie ben diverse. Altri ostacoli ad un chiarimento della sistematica
del genere vengono dalla dubbia interpretazione di molte vecchie
descrizioni, vaghe ed imprescise, dalle troppe frequenti diagnosi di
nuove specie basate sumateriale scarso, ad opera di studiosi (o semplici
collezionisti) europei privi delle indispensabili conoscenze di come
realmente sia la situazione originale in natura e, infine, della diffusa
abitudine di attribuire un nome specifico a ciascuna popolazione
reperita in natura, con il conseguente proliferare di 'specie'
scarsamente caratterizzate.
In effetti, se da un lato può sembrare utile
attribuire un nome a ciascuna forma (indipendentemente dalle motivazioni
commerciali spesso alla base dei nuovi nomi), sideve sempre tenere
presente (anche a livello di semplice collezionismo) che dal punto di
vista biologico la specie è una unità reale, naturale, ed è quindi
improprio frammentarla in una miriade di nomi. Gruppi di popolazioni
evidentemente affini tra loro e sufficientemente isolate (è ovvio che
pochi km di distanza tra una popolazione e l'atra non sono generalmente
sufficienti a giustificare alcun tipo di divisione sistematica)
dovrebbero tutt'al più essere attribuite a un insieme di sottospecie di
una sola specie, mentre le semplici variazioni ecologiche (legate ad
esempio alla quota) ed individuali sono meglio definibili con il termine
di forma; con questo tipo di suddivisione risulterebbero evidenziate sia
le caratteristiche complessive della specie, sia quelle delle singole
popolazioni con cui essa si presenta in natura, sia, infine, le
eventuali variazioni di minore valore. Nel genere Copiapoa le condizioni
climatiche ed ambientali dell'habitat ...
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...colonizzato favoriscono la frammentazione
delle specie in gruppi di popolazioni reciprocamente isolate (come ad
esempio nei complessi di 'specie' diverse facenti capo a fiedleriana,
humilis, cinerea, rupestris, ecc.). Nel presente contributo, non essendo
per il momento in grado di compiere una revisione sistematica vera e
propria, abbiamo di proposito evitato cambiamenti di status e descizioni
di nuovi taxa recentemente reperiti; molto frequentemente abbiamo
inoltre preferito, nella discussione dei singoli nomi, utilizzare il
termine 'taxon' (= categoria tassonomica), riservando il termine
'specie' a quei taxa il cui reale status specifico pare più sicuro. Sono
stati anche esaminati in dettaglio i casi in cui siamo convinti che un
insieme di taxa descritti a livello specifico sia in realtà
riconducibile ad una sola specie, con indicazione delle probabili
sinonimie e frammentazioni sottospecifiche.
A causa delle incertezze sulla sistematica del
genere e delle opinioni generalmente contrastanti dei vari autori che se
ne sono occupati, risulta praticamente impossibiledeterminare con un
minimo di sicurezza molte delle popolazioni che si incontrano in natura.
Ne conseguono alcune discrepanze tra le attuali comuni interpretzzioni
di vari taxa e quanto ci è sembrato più corrispondente alle descrizioni
originali sulla base del materiale reperito in ambiente. Desideriamo
comunque ribadire che il presente contributo si configura come
un'analisi delle attuali comuni interpretazioni di vari taxa e quanto ci
è sembrato più corrispondente alle descrizioni originali sulla base del
materiale reperito in ambiente. Desideriamo comunque ribadire che il
presente contributo si configura come un'analisi delle attuali
conoscenze sul genere e ci auguriamo che essa possa servire da base per
una ennesima rianalisi dei medesimi caratteri morfologici bensi dovrà
prendre in considerazione anche caratteri biochimici, genetici,
citologici. Solo cosi le singole specie del genere Copiapoa potranno
essere definite una volta per tutte.
Di particolare importanza è la sempre maggiore
presa di coscienza sul problema della conservazione delle specie di
cactacee in natura. Le Copiapoa, benché colonizzino un habitat
scarsamente antropizzato, non sfuggono alla necessità di una attenta ed
oculata protezione, mirata non solo al divieto di raccolta di una data
popolazione, quanto piuttosto alla conservazione degli ambienti naturali.
Riteniamo quindi opportuno ricordare di astenersi dall'acquisto di
esemplari raccolti in ambienti (tanto più che quasi tutto il materiale
oggi distribuito è completamente inaffidabile dal punto di vista
scientifico); inoltre, i visitatori delle regioni cilene dovranno
attenersi scrupolosamente al codice di compartamento dell'IOS (Organizzazione
per lo Studio delle Succulente), recentemente apparso anche su Piante
Grasse (suppl. al no 4/1990).
Nella lista alphabetica dei nomi di Copiapoa
abbiamo elencato tutti gli epiteti a noi noti a livello specifico ed
infraspecifico, compresi nomi di cataloghi, ecc., incluse le erronee
trascrizioni di un nome se sufficientemente differenti; in caraterre
neretto sono indicati i nomi validamente descritti riferibili a taxa
interpretabili come buona specie con ragionevole sicurezza, in corsivo
spaziato i nomi validamente descritti e riferibili a taxa interpretabili
come sottospecie, in corsivo i nomi non validamente descritti, i
sinonimi, gli epiteti infrasottospecifici e gli epiteti validamente
descritti di incerta valutazione. Poiché il presente contributo è
essenzialmente destinato ai collezionisti, abbiamo inoltre prestato
particulare attenzione al materiale attualmente in commercio, con
indicazione delle forme più frequentemente distribuite e, sulla base del
materiale personalmente esaminato, con eventuali correzioni delle
determinazioni originali dei vari commercianti. Non si può peraltro
escludere che in alcuni casi con il medesimo nome e field-number siano
state distribuite Copiapoa appartenenti a specie differenti, quindi tali
informazioni sono comunque puramente indicative. La cartografia è tratta
da: Mapa de carreteras, Automobil Clud de Chile; Instituto Geografico
Militar de Chile; World Map.
È evidente che un lavoro complesso come il
presente non può essere esente da errori, interpretazioni incorrette ed
omissioni: di ciò ci scusiamo anticipatamente.
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